Don Roberto Peruzzi


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Spazio giovani

Quando ho deciso, tra mille tentennamenti, di partecipare al Giubileo dei Giovani alla Casa S. Teresa, ero convinto del fatto che di certo il Giubileo mi ci voleva (anche 2 o 3…), e altrettanto convinto che sarebbe comunque stata la solita giornata formale e rituale, e che alla sera sarei tornato a casa con il concreto dubbio di non aver fatto niente di produttivo…

Mi ero entusiasmato a sentire alla televisione i ragazzi che parlavano di Tor Vergata e pensavo che tutto ciò che mi spingeva ad andare ad un Giubileo fosse il cercare quei momenti: sapevo a priori che sarei rimasto deluso.

E invece no.

E' stato intenso e profondo l'incontro di preghiera che ha aperto la giornata, è stato grande l'incontro di condivisione con altri ragazzi e ragazze, ognuno con la propria vita, ognuno col proprio cuore.

Io lo so di non essere il solo al mondo a vivere certe situazioni ed a provare emozioni belle e brutte, ma il parlarne con altri giovani, che non mettono pregiudizi in mezzo, che si ascoltano e si parlano con fiducia e con voglia di capire, anche se è la prima volta che si vedono, che sono disposti a mettersi in dubbio ed a mettersi in gioco, che non si arrampicano su frasi fatte o modi di essere tanto per essere, be'… questo è stato importante per me.

E poi i momenti di guarigione interiore… che forza.

E non sono tornato a casa pensando di non aver combinato niente di buono… Certo io non ho fatto niente, ma qualcosa è successo.

Matteo.
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Era passato sicuramente più di un anno da quando il mio amico Giulio mi aveva parlato del suo rapporto con Dio. Un rapporto che non avrei mai indovinato. Giulio è un ragazzo, normale, simpatico, intraprendente al punto giusto, che va in palestra, ha un bel lavoro che fa con entusiasmo, viene a cena fuori, al cinema, in discoteca, ecc.

Credevo che quelli che andavano in Chiesa fossero un po' più, come dire… ecco: elettroencefalogramma piatto.

Eppure capivo che quella era una parte importante, fondamentale della sua vita. Non avevo invece capito per niente il discorso del "cammino di fede" che mi ha detto stava facendo, ma per non offenderlo gli dissi che qualche volta avrei partecipato volentieri con lui a qualche incontro di preghiera.

Ovviamente non ci ho mai più pensato.

Qualche giorno fa, uscendo dalla piscina, non so perché mi è tornato in mente. Gli ho chiesto se c'era qualcosa di interessante e lui mi ha invitato a questo Giubileo dei Giovani a Casa S. Teresa, che è il posto dove va lui.

Un mondo dentro il mondo.

I miei ricordi sulle preghiere si fermano più o meno a quando la nonna mi faceva ripetere l'Ave Maria e il Padre Nostro. Uno shock totale quando ho sentito ragazzi (tutti normali!!!…) che pregavano a voce alta dicendo quello che il loro cuore diceva, come se quello a cui si rivolgevano fosse lì… e poi con allegria, con gioia, con una sensazione di pace che ti trasmettevano. Ad un certo punto mi son chiesto seriamente se questi non sapevano qualcosa che io non sapevo ancora…

Poi il resto della giornata… cercavo di seguire tutto, di capire tutto, son sicuro di aver perso tante cose, perché io non sono uno "dell'ambiente"…

Parlando con gli altri ragazzi l'ho anche detto che per me era come se un cannone mi avesse d'un botto sparato su un altro pianeta… Eppure son tutti ragazzi come me, carini simpatici casinisti…

E' difficile per me mettere in discussione quello che sono, le mie certezze (vere o presunte tali), il mio modo di vivere che fino ad oggi ritenevo il migliore in assoluto… mi son trovato tra le mani il capo di un filo che devo decidere se seguire o no…. Ma devo capire, devo saperne di più. Quello che loro hanno e che io sentivo di non avere non è un'esperienza in più, è qualcos'altro, è una dimensione diversa di te stesso. Spero di non fermarmi qui.

Fabio.
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Tante volte penso al giovane ricco del vangelo. Mi sento il giovane ricco del vangelo. Non perche' abbia possibilita' economiche tali da farmelo pensare, ma perche' di fatto mi comporto proprio come lui.

Ho incontrato Gesu', un incontro assolutamente stravolgente per il mio modo di vivere improntato ad essere "in" a tutti i costi, per il mio modo iper razionale di pensare, per i miei desideri nella vita: al primo posto me stessa, la mia "autorealizzazione", i miei viaggi, le mie cose. L'ho incontrato quando tutto il meglio che riuscivo ad avere dalla vita non bastava a riempire un quarto del vuoto del mio cuore. L'ho incontrato e la mia vita e' cambiata, in maniera inaspettata, in maniera dolce. Ho avuto talmente tanto da Lui, da non aver parole per dirGli grazie.

Eppure ultimamente stava succedendo qualcosa che mi faceva sentire distante, tanti piccoli atteggiamenti del cuore e della vita che sommati insieme mi facevano rendere conto che stavo seppellendo il Suo Amore sotto una cortina di apparenze… Sentivo il mio cuore duro ed incapace di aprirsi.. Ma come, mi ripetevo,

Ha riempito d'amore il mio cuore ed ho paura a darglielo completamente, ha riempito di benedizione la mia vita ed ho paura a cedergli le redini, ha cambiato il male in bene ed io ancora lotto per fare di testa mia?

Era evidente che mi stavo allontanando e non riuscivo ad invertire la marcia. Gesu' non era piu' vivo nel mio cuore?

Se mai avessi avuto bisogno di risentire forte il Suo amore per me, questo e' successo al Giubileo dei Giovani a Casa S, Teresa, soprattutto nell'adorazione eucaristica. Ti avvolge, Gesu', ti abbraccia, ti accoglie, ti riempie. Non ti chiede niente, non ti chiede niente. Ti ama e basta.

Una giornata impossibile da dimenticare! Il mio non sentirmi "a posto" del mattino, si e' sciolto prima nella preghiera di lode, poi nel pellegrinaggio a piedi fino alla Cattedrale di Fiesole, nelle campane a festa che accoglievano tutti quei giovani, nell'entrare cantando per la porta Santa, nella preghiera di guarigione interiore, profond guidata da Don Roberto ed in quel meraviglioso dialogo con Gesu', prima nell'adorazione e poi nella Messa.

Ci ha insegnato l'amore, ci ha riempito d'amore. Davvero dare per esso tutti i beni, sarebbe disprezzarlo.

Katia.
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